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07 December, 2015 - 18:16

Giornata molto pesante sul settore energetico che non si è rispecchiata sui principali indici solo perchè qualche altro settore, fra cui compagnie aeronautiche ed in genere settori legati al trasporto, hanno beneficiato del forte ribasso del Crude. La perdita di area 40$ al barile WTI ha portato una specie di panic selling, probabilmente forzato, su tutti i titoli del settore energetico, nella figura sotto siamo su S&P500 con seduta da panico, sul nostro mercato ENI, SAIPEM e Tenaris  fanno ben oltre il -2% e così via. E' corretto dire che sotto i 40$ al barile molte delle aziende americane che si erano salvate, da quando il crude era sceso sotto i 50$ (mossa americana contro la Russia che estrae a quei prezzi, onshore), adesso si accoderanno anche loro a forti sofferenze. Gli americani estraggono in Offshore Shelf in media a 41$, mentre quelle più tecnologiche che lo estraggono dalla roccia vanno sopra i 65$. Ma questo significherebbe che adesso tutta l'industria americana del Petrolio è sotto attacco (benchè l'America rimanga autosufficiente per i consumi interni), e che quindi, aggressivi ed aggressori come sono, si inventeranno un'altra guerra per sistemare le cose, come mettere le mani su siti ad estrazione economica, e quindi nel Middle Est magari con la storia dell'ISIS. Certo che si tratta di una view di prospettiva, attualmente infatti non ci sono ragioni fondamentali per pensare in un'impennata della domanda. Quindi sell-off che non vediamo "risolutivo".
Detto questo mercati comunque che tengono e questa sembra essere una buona notizia, come se i mercati avessero fatto "spallucce" alla vittoria dei Neo Nazi in Francia (per alcune cose la pensiamo come loro, tipo chiusura frontiere della serie aveterottoercazzo). Per noi la tenuta in open è già stata una sorpresa ma comunque mercati che comunque non spaccano e che arrivano quasi sui livelli di spartiacque e poi piegano in accordo a nostra operatività sul FTSE/MIB e sulla resistenza a 22200. 
Per il trading diciamo che abbiamo passato momenti di vera ira ed alla fine ci hanno pure catturati. Aprivamo bene con Obbligazione Venezuelana a +7% (e dopo oscillazioni ha chiuso a +7%) per via della fine del regime Chavista (ma non doveva andare in default ?) e probabile insediamento di politici controllati USA (guardacaso); poi siamo stato colpiti su titoli che giorni fà erano in positivo, tutto il settore energy del nostro PTF, a cui si aggiunge la debacle del GAS in un 12 ore di borsa aperta. Sugli altri settori siamo sprovvisti di peso su titoli "consumer" tipo Campari e WFM, che oggi viaggiano bene, ed abbiamo subito forte botta anche a livello psicologico visto che ci sembra un po tutto contro di noi in questo periodo... (altre questioni). Abbiamo reagito, quindi, acquistando ENI, in anticipo sul segnale tecnico (buy fatto a 14.44 numero magico), e ETF RUSSIA in area 21.8, anche oggi da -3% , ancora giù sulla notizia. Il Grande Putin ha fatto passare una nave vicino le coste Turche, con missili in canna, ed i Turchi hanno detto che si difenderanno ... sono loro che adesso giocano col fuoco e non conoscono la forza della Russia ...  Per adesso comunque siamo sotto botta anche se il portafoglio ha retto, ma non ci piace il trade di prospettiva, non ci piace essere fatti prigionieri. 
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