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24 June, 2016 - 17:46

Lasciamo un commento su questa giornata storica che rimarrà nella memoria di tutti. Non ci piace commentare il lato politico e sociale della vicenda, in quanto fuori dagli scopo del nostro Blog, tuttavia la spallata nazionalista all'Europa è l'espressione di un fallimento dell'Europa in tutti i sensi, che ha portato la gente comune all'esasperazione. Probabilmente se domani si votasse in Francia, Olanda, Italia e negli altri 24 paesi ci sarebbero risultati simili, in quanto si sono tutti rotti i coglioni di uno scenario che nei fatti penalizza chi è europeo, considerando pure che UK aveva anche vissuto solo marginalmente l'Europa, da sempre, con policy fatte ad hoc fra le quali quella di avere una moneta nazionale. Nazionalismo oramai è visto come una brutta parola quando invece è di per se un valore, soprattutto quando invece di far diventare un valore alternativo la parola "globalizzazione" oppure "europeizzazione" queste si sono tramutate in sinonimo di continui svantaggi, rinunce e costi. La domanda è stata quindi, conviene essere europeisti ? E la gente si è stufata, in maggioranza. Speriamo che adesso la storia serva di lezione e non disgreghi quanto in essere, un evidente merdone ma costruito a suon di rinunce ed in tempi oramai relativamente lunghi.
Per quanto riguarda la borsa i -10% e fischia riportano gli indici da dove erano partiti prima che si cambiasse idea circa l'esito del referendum, quindi in questo senso "mercati efficienti" anche se il botto può sembrare esagerato e, secondo noi, condito di una discreta dose speculativa, sia prima sia adesso. Fallisce peraltro, e per la prima volta a memoria, l'anticipo della borsa di ieri di un fatto futuro, ossia l'esito del referendum, anche se si è potuto trattare di una mega mossa degli speculatori in quanto tutto l'ottimismo è nato da un sondaggio privato di giovedì delle 10.30, come dicevamo ieri, che poteva essere una mega trappola per far abbandonare le posizioni short a chi le aveva in canna. "Sondaggisti scienziati" dicevano invece che non era possibile dare una previsione affidabile, visto che lo scarto limitato e l'incognita dell'affluenza alla urne erano parametri troppo "volatili" per far prevedere l'esito. Ed hanno avuto ragione.
Detto questo vedremo come andrà nei prossimi giorni cercando una configurazione tecnica sui cui ripartire oppure affondare, per adesso non ci sono veri e propri segnali e tutto si configura ancora in una normalità di movimento laterale e molto "profondo", a 'mo di trend.
Circa il PTF oggi è stata una giornata di gloria in quanto a poco dell'apertura Americana gudagnavamo lo 0.8% grazie alla strategia impostata, con hedging massiccio e differenziazione strutturale su metalli preziosi; poi abbiamo subito il colpo USA e chiudiamo con un -0.8% che è un grande successo considerando quello che sarà successo nei PTF di molti, ossia la debacle totale. Si apprezza del 120% la nostra posizione short presa ieri mattina, e raccomandata al Privè, che per gestione del rischio non avevamo venduto ieri quando il mercato esplodeva a rialzo, posizione divenuta d'oro oggi e che non ha formato prezzo fino ad ora di pranzo; ma si apprezza anche Oro, short crude e S&P500, e vanno benone le nostre posizioni USA (con aumento del cambio USD/EUR che limita lo storno) . Abbiamo venduto (solo dopo usciti dal cliente) il turboshort con enorme gain percentuale, mentre quando non potevamo venderle (non prezzavano), ossia prima delle 10:30, abbiamo rafforzato  ENI e ricomprato UNIPOL, i primi pezzi rivenduti nel pomeriggio con il 5% di gain e la seconda tenuta nel PTF.  Chiudiamo la settimana in positivo del 2.8% ed è un risultato importante, da trading ovviamente ma soprattutto da strategia di PTF altrimenti oggi avremmo fatto -10% pure noi.
Studieremo approfonditamente nel weekend considerano anche l'aggiornamento di asta di chiusura (close a -12% 15723) che grossomodo era un target ribassista di Bradley a cui abbiamo sempre prestato attenzione...
Lasciamo con una nota, ossia che la vita è più forte della morte, cosa da non dimenticare mai.
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