Bande di Bollinger
Le bande di Bollinger rappresentano un indicatore tecnico che appartiene alla
famiglia degli indicatori di volatilità. Vedremo come oltre a quantificare la volatilità di un titolo od indice
questo indicatore fornisce segnali operativi di buy/sell in corrispondenza di
path che si presentano fra il titolo e le sue bande.
Le bande di Bollinger sono composte da curve ottenute esclusivamente con la
serie storica dei prezzi di un titolo:
- Media Mobile Lineare MML a N giorni (la linea centrale)
- La MML a cui si somma 2 volte la deviazione standard (banda superiore)
- La MML a cui si sottrae 2 volte la deviazione standard (banda
inferiore)
Sovrapponendo la curva dei prezzi del titolo a queste tre linee si ottiene
una figura funzione del tempo in cui i valori del titolo sono generalmente
compresi fra la banda superiore e quella inferiore, con casi di trapasso della
banda superiore o inferiore.
Le formule che definiscono le bande di Bollinger sono funzione di 3
parametri:
- Il parametro di Medie Mobile, ossia il numero di osservazioni
prese in considerazione. Solitamente si usa una media mobile semplice a 20
gg, come suggerito dallo stesso Bollinger.
- Il moltiplicatore della deviazione standard applicata alla
serie storiche dei prezzi, solitamente 2.
- La definizione di serie storiche dei prezzi. Solitamante si
usano i prezzi di chiusura del titolo, ma è possibile utilizzare altri
valori che possano essere maggiormente esplicativi del valore del titolo
per una data osservazione. In tal senso si può far riferimento ad valori
tipici della sessione i-esima, dunque alla media sui prezzi di apertura e
chiusura , oppure utilizzando la media del range coperto durante la
sessione (massimo e minimo) , od ancora una media fra i prezzi di
apertura/chiusura/minimo/massimo.
Ho verificato sperimentalmente queste possibilità e ci sono evidenti
differenze in termini dei profili delle bande di Bollinger che si ottengono.
- Variando il parametro di Media Mobile si ottengono evidentemente delle
curve più vicine al profilo della curva dei prezzi tanto più l'intervallo
è breve. Questo è dovuto dal significato stesso di media mobile.
- Variando il parametro di moltiplicazione della deviazione standard le
2 bande si "allargano" o si "stringono" rispettivamente in ragione di un
moltiplicatore più grande o più piccolo. Mi sembra evidente la spiegazione
matematica.
- Infine utilizzando prezzi del titolo che non rappresentano il solo
valore di chiusa dell'osservazione i-esima, i profili delle bande hanno
delle differenze di percorso tanto più grandi quanto più il prezzo di
chiusura non rispecchia il range di valori assunto nel corso della
sessione. In pratica per sessioni con grandi "candele" non centrate sulla
chiusura le bande cambiano. Tuttavia questa variabilità appere meno forte
di quanto siano le prime due, direi dunque trascurabile.
Per dare un esempio di varabilità in funzione dei primi due paramtri, ecco
qui di sotto tre casi per il titolo Novell così descritti:
- MML a 20 gg, deviazione standard moltiplicata per 2 --> BB(20,2)
- MML a 10 gg, deviazione standard moltiplicata per 2 --> BB(10,2)
- MML a 20 gg, deviazione standard moltiplicata per 1 --> BB(20,1)

Si noti che la BB(20,1) viene sistematicamente bucata senza un rientro
immediato, mentre BB(10,2) è molto vicina alla curva dei prezzi ma per quanto
vedremo non offre segnali operativi affidabili.
Come si può osservare da questi esempi e come è possibile dimostrare
matematicamente, tanto più i prezzi diventano variabili tanto più le due bande
tendono a divergere, ossia la loro ampiezza cresce. Similmente, in uno stato di
congestione dei prezzi la banda diviene molto sottile giacchè le deviazioni
standard diventano sempre più piccole.
Questo caratteristica fa delle bande di Bollinger un ottimo indicatore per
misurare la volatilità di un titolo od indice. C'è anche da dire che, grazie
all'uso della media mobile, l'indicatore è anche un buono strumento per la
misura del trend (rivolgersi comunque a ADX)
Uso delle Bande di Bollinger
Per quanto visto sopra le Bande di Bollinger possono essere utilizzate
per misurare:
- la volatilità
- il trend
La misura della volatilità è un elemento molto importante sia per
valutare il rischio di investimento sia per riconoscere fasi potenziali di
accumulazione/distribuzione del titolo o meglio di trend/congestione dei
prezzi. In questo senso il segnale operativo di sell/buy deve essere offerto
da altri indicatori o metodologie di trading, giacchè queste misure di
volatilità non possono offrire nessun segnale operativo.
Per la misura del trend e dello scostamento del titolo dal valor medio va
chiaramente utilizzata la banda centrale che è una MML a 20gg, dunque molto
breve.
Segnali Operativi
Personalmente trovo molto potente questo indice anche come
strumento di previsione di breve termine dell'evoluzione dei prezzi. Più in dettaglio l'indicatore offre dei
segnali operativi di buy/sell in particolari circostanze legate
all'andamento "anomalo" dei prezzi:
- andamenti delle curve dei prezzi che finiscano sulla banda superiore
spesso indicano una eccessiva crescita (in termini di deviazione standard
"recente") e per cui ci si aspetta un rimbalzo interno alla banda, ossia
una flessione dei prezzi. Tanto più la banda superiore viene perforata in
alto, tanto più il segnale di ribasso diviene attendibile. Posizione da
chiudere o per lo meno da non aprire.
- Andamenti delle curve dei prezzi che finiscano sulla banda inferiore
indicano una eccessiva scesa dei prezzi per cui ci si aspetta un rimbalzo
interno alla banda, ossia una crescita dei prezzi. Anche in questo caso
tanto più la banda inferiore viene perforata in basso, tanto più il
segnale di ripresa diviene attendibile. Posizione da aprire o non
chiudere.
La figura seguente mostra 6 esempi di segnali operativi:

I segnali 1 e 2 sono segnali che indicano un rialzo anomalo e dunque
suggeriscono una diminuzione dei prezzi, come confermato dalla successiva evoluzione dei prezzi.
I segnali 3 e 5 sono segnali di ribasso anomalo e dunque teoricamente
accondono una posizione di acquisto. Per il segnale 3 questa previsione è in
linea con la successiva
evoluzione del titolo, mentre per il segnale 4 c'è un fallimento nel senso che
dopo la prima perforazione non si è realizzato l'atteso rialzo. Dopo ben 6
sessioni negative con ribassi notevoli in termini percentuali si è osservato un
modesto rialzo. Questo putroppo è un caso reale di fallimento delle regole
operative del modello che, anche rivolgendosi a parametri di Bollinger diversi non sarebbe stato
possibile evitare (si veda figura inziale con parametri diversi). A difesa della
bontà della teoria c'è da dire che i ribassi nel caso di evento 4 sono notevoli
(da 7$ a 6$ dunque un 15%) e si inquadrano in un path ribassista iniziato a 7.5$.
E' chiaro che questa scesa drammatica è spiegabile da eventi "fondamentali" che
difficilmente l'analisi tecnica può prendere in considerazione se non
confermando a posteriori. Un trander
invece deve farlo valutando le ragioni di una scesa sulla base di
informazioni di diversa natura. Nello specifico ci sono della ragioni legate a
previsioni negative della vendita dei prodotti Novell.
Per superare limiti di questo tipo, alcuni trader fanno riferimento ad
esistenza di path
rializisti temporalmente successivi all'attraversamento delle bande. E' il caso del path
disegnato dal percorso 4-5 in cui dopo la perforazione c'è un attraversamento
della media mobile (punto 5). A quel punto la conformazione di tipo rialziasta
in attraversamento delle medie mobili dovrebbe guidare un buy. Personalmente non
sono d'accordo con questa teoria perchè nel caso opposto (figura 6 atteso
ribasso)
l'attraversamento della media mobile in ribasso dopo il superamento di banda
superiore predirrebbe una scesa dei prezzi che comunque non c'è stata affatto.
Dunque la regola che tiene conto delle successivo attraversamento delle
medie mobili fallisce anch'essa.
Altre varianti prevedono di rimodellare la banda con una minore lunghezza
storica (MML inferiore a quella base) cercando di ottenere un doppio rimbalzo
dalla banda di Bollinger. Se si trova questa curva senza troppe porforazioni
allora il doppio segnale diventerebbe attendibile. Posso portare degli esempi di fault anche di questo
tipo e comunque "cambiando le carte" si possono ottenere risultati molto orientati
alla giustificazione di una teoria (ossia barare).
Invece è bene che la teoria fallisca in casi come quello di onda 4 perchè
le circostanze fondamentali devono sempre avere un ruolo significativo
nell'analisi e nella previsione dell'andamento dei prezzi.
Faccio comunque notare che rivolgendosi ad altre teorie, come quella di
Elliott, figure come quella indicata in punto 6 possono trovare una spiagazione
teorica migliore (termine di onda 2 in un impulso 1-5 rialzista)
Infine si ricorda che le circostanze in cui la banda non offre nessun
segnale operativo solo la maggioranza dei casi,ed anzi i casi in cui esistono segnali di acquisto/vendita
sono molto rari. Dunque nella maggioranza dei casi l'uso è quello di un misuratore di
volatilità.
Roma, Marzo 2005 - Fabio Longo
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