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L'acquisto sulla debolezza con un metodo misto Elliott-AT

In questo documento vado ad esporre un metodo di acquisto sulla debolezza di uno strumento finanziario basato su considerazioni miste fra analisi tecnica "occidentale" e teoria metafisica di Elliott.  Come pre-requisito è necessario conoscere la teoria di Elliott, di cui esiste una sintetica introduzione a questo link Teoria di Elliott, aver provato l'applicazione nella realtà (per sperimentarne limiti e difficoltà), e conoscere i più elementari principi della analisi tecnica grafica. Premetto che la teoria di Elliott è complessa e di difficile applicazione. Coloro che non ci credono probabilmente non hanno mai "rabbrividito" di fronte ad alcune circostanze predittive/evolutive impressionanti per la loro esattezza, o magari hanno preso a caso un'onda implulsiva ed hanno applicato i rapporti di crescita/decrescita in modo asettico ottenendo evidenti fallimenti in termini di risultato previsionale. Questo è generlamente vero, ma devo difendere questa teoria nei termini che saperla applicare è un'arte frutto di sensibilità, analisi e passione, anche perchè la teoria non da mai nulla di certo ma indica punti naturali di attenzione/target nel corso dell'evoluzione dei prezzi.

L'acquisto sulla debolezza è generalmente sconsigliabile, ma si sa che solo chi osa riesce poi a cogliere i frutti migliori, perchè evidentemente riesce ad entrare ad un prezzo migliore di quelli che si hanno quando i corsi di prezzo iniziano a diventare evidenti ed affidabili nel trend positivo.

Sappiamo che un titolo si dovrebbe muovere secondo queste proporzioni, ovvero dopo il primo ritracciamento che termina con onda 2, il titolo dovrebbe spingersi ad un secondo massimo (onda 3) per poi ripiegare secondo 4 possibili livelli di ritracciamento (38.2%, 50%, 61.8% e 100%) della variazione che inizia fra il minimo di onda 2 ed il massimo di onda 3.

 

L'acquisto sulla debolezza in fase di onda 4 dovrebbe tentarsi al 38.2% oppure al 50% oppure al 61.8% di retrace. Personalmente ritengo che per essere prudenti si dovrebbe osare solo al 61.8%. Ma sovente, come previsto dalla teoria, nemmeno questo terzo baluardo riesce a resistere, provocando un arretramento del 100% del corso dei prezzi rispetto ad onda 3 e definendo un doppio minimo, circostanza che viene indicata da Elliott come ultimo baluardo per la prosecuzione impulsiva e dagli amanti delle AT grafica come livello su cui tentare un ingresso per un potenziale rimbalzo. L'AT racconta che qui potrebbe scatenarsi nuovamente la stessa forza di acquisto che si è manifestata in onda 3, al primo minimo, sopraffacendo nuovamenti in venditori/shortatori.

Ma nelle realtà le cose possono andare peggio, e non di rado: il titolo rompe il livello di doppio minimo e continua a scendere, annulando simultaneamente il pattern Elliottiano e quello di AT grafica. Ma qui, contro ogni teoria, dopo qualche tempo possono riprendere i corsi rialzisti e magari per chi ha "stoppato" il titolo si ha una grossa delusione visto che i prezzi tornano poi sopra il proprio valore di acquisto. La classica beffa.

Un'analisi maggiormente "larga", ovvero che prenda a riferimento onda 0-3 come onda 1 (una scala più grande), suggerisce invece che il retrace da considerare dovrebbe essere quello di H2 e non quello di D2, quindi non impone un ritracciamento contenuto dal minimo di onda 2. 

Poichè vale la formula indicata in figura, il retrace naturale di onda 1 "grande" dovrebbe terminare a 61.8% di H2 (non D2), ovvero "magicamente" al 61.8% di H1. Se onda 2 ha ritracciato sopra questo limite, come nella figura seguente (come per ogni retrace naturale), sia ha una zona di ampio livello di acquisto che va dal 61.8% di D2 al 61.8% di H1, fa i quali cade il minimo di onda 2, quindi il livello di doppio minimo. Questi possono essere i 3 livelli di acquisto-accumulo del titolo: il primo metafisico, il secondo di AT, il terzo ancora metafisico.

 

Come caso particolare se invece onda 2 si è fermata più sotto del 50%, ovvero fra il 50% ed il 61.8%, si ha proprio una dinamica di doppio minimo. Nella figura seguente ho disegnato il caso peggiore che porta alla "magica" coincidenza di doppio minimo e retrace naturale di onda 1 in scala grande. A mio avviso vale la pena provarci od insistere sulla debolezza in questa specifica circostanza.

 

La conclusione è che si può definire una zona di debolezza data dai livelli su indicati (zona a berre arancioni) su cui tentare 3 acquisti-accumuli, evidentemente con una strategia che suddivida il capitale destinato all'operazioni in 3 o più parti da dedicare all'acquisito secondo oppurtune tranche. Certamente tali considerazioni vanno sposate con quelle sui volumi, sui fondamentali del titolo, su indicatori di momento, sui giochi dei broker ladri in termini di scrollo, e così via.

Roma, Settembre 2007 - Fabio Longo


www.FabioLongo.com
Ultimo aggiornamento Giugno 2007