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Il Forecast e la MenzognaUn fenomeno degenerativo della psiche del traderIl forecast rappresenta un elemento importante nella disciplina del trading. E' evidente che saper intuire e quindi predire i movimenti del mercato è una condizione necessaria al successo del trade, indipendemente da quale trading system possa essere generato. Si osserva tuttavia che una buona capacità di forecast non è mai sufficiente a conseguire dei profitti, in quanto intervengono anche alcuni aspetti come quelli del money management e delle strategie di trading che possono impattare sul risultato fino anche a renderlo negativo. Rimando al mio testo per questi aspetti. Dunque tutto dipende dal forecast ed il forecast si configura un po come una scomessa. Anche chi opera in borsa con la logica del "cassettista" e seleziona un certo titolo sta implicitamente facendo una scommessa sui corsi futuri, magari no direttamente sui prezzi del prodotto finanziario o sui tempi, ma su aspetti fondamentali che possono aver un ritorno nel lungo periodo anche sul prodotto finanziario. Per un trader invece cambia sia il timeframe, che addirittura potrebbe essere orario, sia la logica di investimento che tende sostanzalmente a comprare a certi prezzi per venderli più alti, trattando i prodotti finanziati più con i numeri che con i concetti nativi del ritorno dell'investimento su una azienda o prodotto. Dunque non importa se si compra a 10 o a 100 basta che venda più in alto: numeri e forecast. Molto spesso il forecast fa uso di segnali proventienti da trading system, siano essi statistici, metafisici, fondamentali, esoterici ed additittura di astro-finanza. Indipendentemente da quale sia la derivazione del segnale, spesso accade che i forecast abbiano dei "se", ossia lo scenario evolutivo/predittivo viene messo in dipendenza con condizioni che sia realizzeranno o meno. Per fare un esempio c'è la classica violazione di una quota/soglia, a ribasso od a rialzo, che segnala movimenti importanti e relativi forecast: se il titolo supera quota x allora arriverà a quota y. Alcuni trading system aggiungono un fattore di timing alla prevsione, altri no. Alcuni trading system sono inoltre basati solo sui timing e tendono a trascurare i prezzi. Altri modelli si basano su componenti numerologiche quale quella di Gann. Tutto ciò lascia immaginare come le variabili con cui si basa un forecast possano essere molteplici e come ci possano essere in determnate circostanze delle concrete ambiguità evolutive, quindi una complessità che si traduce spesso in un'altrattanto complesso ed articolato forecast, laddove uno lo voglia proprio fare. Un trader è portato a praticare un forecast in ogni istante, ossia ad ogni movimento del mercato valuta quanto accaduto, proietta il proprio forecast sul movimento fatto dal mercato e lo valuta con un classico processo di feedback. Questo processo continuo di forecast produce nel tempo una sorta di aberrazione, un po come l'operaio di fronte alla macchina. E quindi produce stress. Vista l'importanza del forecast un feedback negativo proveniente dalla realtà intacca spesso la fiducia dal trader, ossia ha un impatto psicologico negativo che non sempre la razionalità e la maturità del soggetto riesce ad accettare. Sono molti i casi in cui con quei "se" condizionali evolutivi oppure con forecast distinti ed opposti nella sostanza, il trader gioca al fine di poter validare la propria previsione anche se il risultato atteso non è quello che è concretamente avvenuto. Facciamo il classico esempio del signal sul livello: assumiamo che ci sia un livello che se rotto produrrà forza (condizioni speculari si applicano al ribasso). Se il mercato rompe quel livello, il forecast suggerisce "acquisto" però magato dopo qualche tempo (ore o giorni) l'acquisto diventa fallimentare visto che il mercato è tornato sotto il proprio acquisto e dunque sotto il livello. Indipendentemente da come si gestisce il trade la degenerazione inzia nel momento in cui si cercamp attenuanti al forecast sbagliato. Per rimanere nell'esempio è tipico dire che la rottura del livello non è stata confermata al close, oppure che non sia avvenuta con forza, dunque non c'è stata una rottura decisa. E' un fenomemo degenerativo che cerca di cambiare le condizioni origine del forecast, spesso aggiungendole, in modo da poter dire che sia corretto. E questo avviene con date ossia con qualsiasi tipo di forecast quale timing del mercato o trend o qualsivoglia predizione fatta. Fino a quando questa degenerazione è formale, ossia riveste carattere di giustificazione nei confronti di un soggetto terzo, si tratta della manifestazione di disonestà intellettuale, mancato sviluppo e immaturità del soggetto, che probabilmente ha atteggiamenti infantili anche in altri ambiti. L'atteggiamento tipico è un po come quello delle macchinette fra i bambini. Il soggetto sà però che questo forecast è sbagliato ma non lo confessa ed anzi lo sostiene od addirittura "inventa" considerazioni ed argomentazioni capaci anche di sostenere che l'interpretazione fatta degli altri del proprio non era corretta. Insomma un "classico" degli analisti per poter dire "te l'avevo detto", quando magari si era affarmato tutto il contrario. Ma quando questa menzogna si fa a se stessi la degenerazione è avanzata in modo prooccupante, direi drammatico: non si tratta più di dissonanza cognitiva, ma di primi elementi di pazzia o meglio di schizzofrenia consolidata, visto che a fronte di un atteggiamento razionale/intellettuale (il forecast) si passa ad un elevato livello di irrazionalità (la menzogna). Spesso tutto questo nasce semplicemente da un atteggiamento di egocentrismo e di narcisismo, ed è accelerato dal numero di insuccessi e dall'ostilità del mondo con cui si vive e si interagisce. Anche l'ambiente sociale quotidiano spesso accelera o fornisce terreno fertile per questa degenerazione psicologica: politici, avvocati e manager italiani sono spesso quel tessuto sociale che benedice le falsità pur di tenere il punto anche difronte a insuccessi clamorosi o prove lampanti, diciamo tessuto probante contrario. In questi casi la nostra società è esempio di mancata vergogna di fronte alla menzogna che diventa costume fino addirittura a praticarla con se stessi oltre che con gli altri. Roma, Ottobre 2009 - Fabio Longo |
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