| Corso di Borsa |
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Introduzione all'Analisi AlgoritmicaQuesta sezione è dedicata all'analisi algoritmica, ossia ad un ramo dell'analisi tecnica che prevede l'uso di metodi algoritmici o formule matematiche per la previsione dei prezzi dello strumento finanziario. Come per l'analisi grafica l'obiettivo di questi strumenti è studiare l'andamento dei prezzi precedenti, la loro serie storica, per predire l'evoluzione del titolo nel breve futuro offrendo segnali di acquisto/vendita con un certo margine di affidabilità. La caratteristica di questi metodi è quello di costruire degli indici, anche detti indicatori/oscillatori, che consistono in nuove successioni di numeri reali e di studiare l'andamento di queste curve. Gli indici pretendono di offrire segnali operativi in anticipo rispetto ai movimenti del titolo. L'analisi tecnica registra dei segnali ed esegue delle proiezioni di possibilità di evoluzione, ma diffidate da chi ritiene che le previsioni diventino sempre realtà. La letteratura di borsa solitamente raggruppa gli indicatori in categorie di indicatori base od avanzati. A mio avviso comprendere ed utilizzare indicatori "semplici" permette di saper utilizzare anche quelli complessi, ovvero modelli matematico-statistici piuttosto che metodi aritmetici. Per tale ragione non eseguirò tale distinzione nella mia trattazione. Mi preme sottolineare innanzitutto che non esiste un indicatore perfetto e dunque deterministico, e che succede che alcuni di questi indicatori possano offrire segnali contraddittori in particolari circostanze e non di rado. Come nell'analisi grafica sta all'esperienza e capacità di analisi del trader saper cogliere il significato di questi indicatori, relazionarli ad al mercato, ed assegnare un senso alla previsione offerta dallo strumento. L'informazione, l'intelligenza, e la sensibilità sono elementi che servono sempre anche quando si opera con i segnali operativi offerti dall'analisi algoritmica. Uso degli oscillatoriParticolare valenza viene offerta da alcuni indicatori definiti come "oscillatori", ossia da valori ottenuti con formule matematiche che prevedono l'oscillazione all'interno di range di numeri reali (es 0:100 oppure -1:1) con un comportamento di oscillazione fra gli estremi del range. In questa categoria ricadano famosi indicatori come RSI e ROC. Come vedremo i segnali operativi vengono offerti in corrispondenza dell'attraversamento di valori limite (cross-over signals) dunque senza necessità di interpretazione delle figure come nel caso rispetto all'analisi grafica o dell'analisi di candlestick. Tuttavia i segnali operativi offerti dagli oscillatori si concretizzano sempre successivamente ad una avvenuta inversione di trend od a un suo rafforsarsi; pertanto una delle sfide di questa disciplina è quella di sapere/cercare di anticipare i segnali operativi, operando di fatto delle scelte in anticipo ed introducendo necessariamente un certo margine di rischio nella attività speculativa. Nella figura seguente si vede un oscillatore-tipo che offre i due segnali di acquisto/vendita in corrispondenza dell'attraversamento di una linea retta (in questo caso sarebbe la linea di segnale). Più specificamente nel caso di attraversamento dal basso verso l'alto il segnale è di "buy", nel caso opposto di attraversamento dall'alto verso il basso il segnale è di "sell".
L'operatività dei trader più aggressivi (ossia più anticipatori e dunque con una maggiore propensione al rischio) è quello di comprare/vendere prima dell'effettivo segnale o del suo consolidarsi. Il rischio che si può correre è che in effetti, poichè il segnale viene anticipato troppo, il comportamento dei prezzi del titolo evolve contro l'atteso, come nella seconda figura, confermandosi successivamente con i valori dell'oscillatore che si allontanano dai segnali di buy/sell e producendo un netto fallimento della volontà anticipatrice. Questo è evidentemente il caso in cui le strategie anticipatrici possono portare a risultati negativi. Nel tenativo di risolvere queste circostanze, ossia di anticipare troppo i segnali o di seguirli a posteriori quando "è tardi", si escala ancora un livello sopra, osservando quelle che sono le divergenze, ossia andamenti discrodanti tra il trend del titolo (ricavabile da oscillatori di trend) e gli indicatori di momentum (es RSI, MACD) . Quando si generano divergenze positive, ossia titolo in calo e oscillatore in crescita il segnale è di buy. Quando si generano divergenze negative, ossia titolo in salita ed oscillatore negativo, il segnale è di sell. Roma, Gennaio 2005 - Fabio Longo |
| www.FabioLongo.com Ultimo aggiornamento 13 Gennaio 2005 |