Giovedi 13/12/2018 ore 09:46:20 Disclaimer

Panico e Panic Selling

In questo articolo: Aspetti psicologici del trading Panico e Panic Selling alcune considerazioni preliminari su questa dinamica del mercato finanziario

INDICE CORSO DI BORSA     TRADING WAYS

 

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Nel'ambito della psicologia del trading il panico è sicuramente un elemento di primaria importanza ed in questo articlo desidero evidenziare delle circostanze di natura qualitativa abbozzando nel contempo ipotesi di natura quantitativa che meriterebbero una maggiore trattazione sulla base di vere e proprie ricerche sperimentali.

Il panico, da un punto di vista medico, è una manifestazione di forte ansia che si manifesta in modo improvviso. Senza entrare nel dettaglio scientifico, i disturbi da panico possono comportare  sintomi cardio-respiratori (sensazione di affogare, nodo alla gola, svenimento ...) vestibolari (vertigini, sbandamento ), gastro-intestinali (diarrea, nausea) urinari, neurologici (tremori, cefalea). A tutto ciò possono sommarsi altri sintomi fisici come sensazioni d'impotenza, di disagio, di terrore, di paura, d'impazzimento, di follia e simili. E' una cosa molto seria.

Gli attacchi di panico su un singolo individuo raggiungono la massima intensità in poco tempo, nell'ordine dei minuti, e si esauriscono altrettanto velocemente. In alcuni casi sembra che la durata possa persistere anche per ore. In figura una schematizzazione tratta da Internet.

curva del panico

La cosa importante da un punto di vista clinico è che si evidenziano 2 tipologie di panico: quelli inattesi od anche "spontanei" e quelli attesi od anche "situazionali" ovvero derivati da una situazione ansiosa in situazioni temute che provocano disagio. Come indicato nella figura seguente, sempre tratta da Internet, ci sono delle specifiche curve su 3 macro aspetti legati agli attacchi di panico situazionali: l'ansia anticipatoria (si capisce cosa possa significare), la richiesta di aiuto e la capacità di evitamento da parte del soggetto. Questi studi sono a mio avviso molto importanti e notevoli nella oggettività clinico/medica che rappresentano nell'impatto operativo di trading.

curva del panico con evitamento ansia e richiesta aiuto

Evidenzio che la richiesta di aiuto inizialmente è molto alta, successivamente descesce in ragione della capacità di evitamento del soggetto. E' come se all'inizio la crisi sopraffacesse l'individuo che poi razionalmente o semplicemente per il senso di "sopravvivenza" nativo nell'uomo si riuscisse a porre freno al questo disagio e squilibrio.

Per quanto riguarda il trading non mi dilungo certamente a evidenziare che ci sono, non raramente, dei fenomeni di panico che producono il cosidetto Panic Selling, ovvero una corsa sfrenata alle vendite "al meglio" in ragione dell'andamento DRAMMATICO dei corsi degli strumenti finanziari ed indipendentemente da quelli che possono essere gli eventi scatenanti. Poco importa in questi contesti se lo strumento sia correttamente valorizzato, sottoprezzato, sovraprezzato. I corsi generano un senso di forte disagio, terrore, paura di rovina, fallimento, morte: insomma una crisi da cui si può uscire vendendo e chiudendo il motivo scatenante. Credo che le stesse curva agiscano sul singolo individuo, in modo particolare come apice della curva di panico e come curve di richiesta di aiuto e capacità di evitamento.

Lo studio che ho abbozzato, successivamente evoluto e documentato sul mio testo Trading Ways, anche derivato da osservazioni sul campo nel corso degli anni, mi porta a fare alcune considerazioni quantitative, tese appunto a cercare di stimare quanto tempo possa durare una fase di panic selling. Due sono gli elementi da tenere presente:

  • le vendite degli individui in posizioni long
  • l'apertura di posizioni short di altri individui speculatori ribassisti.

I 2 elementi si sommano evidentemente producendo una forza di vendita che, in prima approssimazione, raddoppia quello che può essere un meccanismo naturale di selling derivato dagli individui in posizioni long.

Sul primo punto, se la curva di panico in un individuo si concretizza mediamente in 10 minuti, c'è da considerare che non tutti danno vita con la stessa dinamica temporale al processo di vendita. C'è appunto chi vende subito, chi razionalmente attende, chi resiste a lungo, chi pensa di vendere magari dopo un po, forse meglio di quanto possa fare immediatamente. Ipotizzando una distribuzione gaussiana sugli individui, possiamo rozzamente assumere che entro 1-2 ore il processo di panico si sia concluso. In questo senso i crash maggiori si concretizzano anche in un periodo di 30 minuti, con una forte accellerazione proprio in questo arco temporale, per poi stabilizzarsi almeno temporaneamente. Questo è quello che ho osservato.

A questa dinamica si somma quella delle posizioni short che possono essere assunte durante l'inizio del panico e che possono perdurare successivamente con coscienza di volontà speculativa ribassista, magari a fronte di rottura di livelli tecnici importanti sullo strumento o su indici o qualsivoglia indicatore. Quindi danno luogo ad un prolungamento della fase che per quanto ho osservato, ed ipotizzo, durano anche per mezza giornata di borsa (4 ore ).

Dopo questo periodo temporale il selling si conclude ma non è affatto detto che le quotazioni tornino a salire. E' infatti possibile un restart del ciclo laddove sopraggiungano altri eventi scatenanti, fra cui appunto l'apertura di posizioni short di mani forti che producono ulteriori fenomeni di panico. E' solo l'andamento dei volumi in acquisto che deve regolare la fiducia e l'ipotesi della fine della fase di selling.


Roma, Marzo 2008
Content Update Gennaio 2013
Format Update Agosto 2013
Fabio Longo

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