Mercoledi 19/12/2018 ore 04:37:58 Disclaimer

Pivot Point

In questo articolo: Analisi tecnica Pivot Point Supporti Resistenze definizione ed uso con bozze di strategie operative semplici

INDICE CORSO DI BORSA     TRADING WAYS

 

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In questo articoli si discute del pivot point, supporti e resistenze in ambito intraday, con concetti facilmente estendibili al caso di osservazioni di periodo più lungo quali settimanali e mensili, sebbene raramentre trattati in letteratura ed usati nella pratica.

L'analisi tecnica definisce alcuni valori di prezzo di uno strumento finanziario in funzione del movimento degli stessi nella sessione precedente. Obiettivo primario è quello di:

  • misurare "il sentimento" del mercato nella sessione corrente, evidenziando quantitativamente condizioni di venduto o di comprato e dunque di debolezza o di forza relativa
  • definire dei livelli di possibili inversioni.

I pivot, le resistenze ed i supporti si propongono quindi come strumento decisionale per l'apertura o chiusura di posizioni a livello intraday. Il modo in cui sono definiti questi livelli è estremamente elementare e tiene conto esclusivamente dei valori di prezzo assunti nella giornata precedente. Non sono infatti presenti correlazioni (ovvero la memoria) con i volumi e con la serie storica dei prezzi, ovvero l'informazione contenuta nelle formule è esclusivamente basata su quanto accadutoai soli prezzi ed alla sola sessione precedente. Questo evidentemente è il limite di tale strumento pur essendo lo stesso particolarmente usato e considerato prezioso a livello operativo. Il sottoscritto non della stessa opinione per ragioni riconducibili all'esperienza.

Siano date le seguenti variabili di sessione i-esima:

  • H(i): Massimo
  • L(i): Minimo
  • C(i): Chiusura
  • O(i): Apertura

Il valore di Pivot, ovvero perno od anche "valore centrale" nella sessione successiva, quindi i+1, è datata da:

  • Pivot = PP(i+1) =  (H(i)+L(i)+C(i))/3

Si tratta di una banale media fra i valori di massimo, minimo e chiusura. Evidenziamo:

  • il peso implicito che viene dato dal valore di chiusura, pesato appunto 1/3 al pari del massimo e del minimo.
  • l'esclusione del valore di apertura, che non viene mai preso in considerazione.

Sono definiti i valori di supporti (S1, S2 e S3) e resistenze (R1, R2 e R3) di primo, secondo e terzo livello come segue:

  • S1 (i+1) =  2xPP(i+1) - H(i)
  • R1 (i+1) =  2xPP(i+1) - L(i)
  • S2 (i+1): PP(i+1) - (R1(i+1)-S1(i+1))
  • R2 (i+1): PP(i+1) + (R1(i+1)-S1(i+1))
  • S3 (i+1): PP(i+1) - (R2(i+1)-S2(i+1))
  • R3 (i+1): PP(i+1) + (R2(i+1)-S3(i+1))

Per il modo in cui sono definiti, i valori si posizionano con questo ordinamento (dal più piccolo al più grande): S3, S2, S1, PP, R1, R2, R3. Si noti che più è grande l'escursione della sessione precedente, tanto più lontani tra loro saranno i valori S ed R. Quindi i valori hanno "memoria" della volatilità riscontrata nelle sessione precedente.

Operatività

La teoria vuole che le strategie operative siano 2:

  1. si acquista sulla tenuta di un supporto e si vende poco prima della prima resistenza. Ovvero supponendo di acquistare su S1, se il titolo inizia a salire si vende poco prima di R1, in cui la quantificazione di "poco prima" è lasciata alla sensibilità del trader.
  2. si acquista quando le quotazioni superano una resistenza, con nuovo target individuabile nella resistenza successiva. Come al solito quando il titolo rompe con decisione una resistenza va immediatamente acquistato.

Per coloro che amano assumere posizioni short, o di vendita alla scoperto, valgono considerazioni simmetriche, quindi vendita poco prima della resistenza e chiusura dello short prima del supporto.

I livelli individuati dai supporti e dai livelli vanno comunque controllati in termini di profondità e volumi presenti sul book soprattutto mentre il titolo va ad attaccare i livelli critici. Classica circostanza è infatti quella dei falsi segnali, ad esempio "bull trap" se il prezzo supera R1 e poi ritraccia, quindi non conferma la rottura, o "bearish trap" nella circostanza speculare relativa alla finta rottura di un supporto.

L'esperienza sul campo dimostra che applicando in modo rigido ed asettico le due strategie operative non si hanno risultati positivi, ovvero spesso questa teoria fallisce nella pratica. Il valore di questa affermazione è basata sulla specifica esperienza del sottoscritto.

E' vero tuttavia che i livelli individuati fungono da soglie di riferimento per misurare il grado di forza di un impulso ribassista o rialzista, soprattutto all'apertura delle contrattazioni rispetto al posizionamento del valore pivot. Questo uso delle soglie è realmente valido. Ma data l'enorme semplicità delle formule che sono alla base, i livelli reali di segnali di acquisto e di vendita vanno identificati sulla base di condizioni che necessariamente devono prendere in considerazione i volumi passati, e i valori di sessioni precedenti all'ultima, in quanto le variazioni hanno sempre memoria del passato. In questo senso esistono delle varianti al metodo che, lasciando fisso il valore pivot, vanno ad utilizzare come S1 ed S2 rispettivamente il minimo della seduta precedente e quello ancora prima. Similmente per le resistenze. Con questa modifica i valori sono molto più attendibili e la loro rottura è decisamente più significativa anche se il risultato pratico è una riduzione dei benefici di gain almeno a livello intraday, visto che il segnale arriva successivamente a quello standard.

Mio personale parere è che, pur riconoscendo la validità di questi livelli di supporto e resistenza, è solo la sensibilità del trader che definisce in base al book, ai volumi e numero di ordini presenti ad un dato livello, quale siano in effetti i veri livelli di supporto e di resistenza per la sessione corrente. Si faccia comunque attenzione al fatto che un book solitamente si legge al contrario di quello che indica razionalmente per via tattiche e trappole di varia natura... Una modalità per ri-definirli è quella di impostarli inferiori a S1, mentre quelli di resistenza superiori a R1, quindi assumendo delle posizioni implicitamente più cautelative rispetto a questa teoria.


Roma, Gennaio 2007
Content Update Dicembre 2012
Format Update Agosto 2013
Fabio Longo

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