Giovedi 13/12/2018 ore 09:51:45 Disclaimer

Gestione di un'Operazione in Perdita

In questo articolo: Prassi per la gestione di un'operazione in perdita selezionando l'approccio migliore fra stop loss, media o nessuna azione. Sono descritti i pro ed i contro di ogni decisione e viene analizzato anche l'aspetto psicologico

INDICE CORSO DI BORSA     TRADING WAYS

 

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E' sempre molto difficile dire cosa fare di un'operazione di trading o di investimento che si rivela fallimentare, ossia in perdita; senza conoscere lo specifico scenario, è molto più semplice dire cosa fare di una posizione in profitto quando nascono dei dubbi, ossia si vende la metà della posizione e si porta in cassa un gain lasciando aperta la prospettiva di ulteriori guadagni.
La gestione della posizione in perdita è invece un problema da risolvere necessariamente, visto che una delle prime regole del trading è quella di non perdere, proprio perchè una perdita che corre inficia anche quelle operazioni in profitto e quindi il risultato complessivo del proprio operato. In realtà la decisione su cosa fare dipende da vari fattori quali il tipo di prodotto (azione, future, certificato), la prospettiva del prodotto, la strategia di portafoglio e la sua composizione; si aggiunge anche l'aspetto di condizione psicologica di chi opera, giacchè la la teoria del prospetto dimostra che nella mente degli investitori le perdite contano più dei guadagni ed inoltre possono portare in uno stato di degenerazione psicologica, come ben descritto nella sezione della Psicologia del Trading di questo corso.
Si cercherà quindi da dare delle indicazioni di massima che possano essere generalmente valide un po in tutti gli scenari. Il peso della posizione ed il tipo di prodotto hanno comunque un'importanza primaria.

Stop Loss

Lo stop loss è sempre una buona regola, o meglio una regola di riferimento, quando intesa come limite oggettivo alla perdita di un operazione che tecnicamente od in valore economico assoluto o percentuale abbia superato dei livelli di tolleranza, in genere definiti a priori e non reattivamente. Premesso che in questo sito lo stop loss è sempre stata descritta come prassi devastante per l'operatività di borsa, per via le dinamiche dei mercati moderni (e lo si conferma), non sapendo a priori come questa posizione inficia sul portafoglio è doveroso indicare questa strada come la migliore soluzione fra tutte le possibili, soprattutto quando la posizione è a mezzo di un prodotto a leva daily (es un certificato long o short a leva 7 daily) per quanto raccontato in questo articolo sui certificati a leva daily, o peggio se a mezzo prodotto derivato venduto allo scoperto e quindi con perdita teorica illimitata. Se invece la posizione ha un peso trascurabile sul portafoglio oppure se la strategia sul prodotto finanziario (es un titolo in una fase di flessione) prevede un approccio di accumuli successivi sul mercato, ad esempio di tipo piramidale, allora può essere il caso di non applicare lo stop loss e di rivolgersi ai metodi descritti dopo.

In genere il vantaggio di attuare uno stop loss è quello di poter fare meglio in prospettiva, avendo una cognizione del futuro: se si sa in anticipo quale sarà il punto di reversal di un prodotto finanziario è matematicamente conveniente chiudere la posizione per aprirla in seguito su quel reversal point. Ad esempio se un titolo è sceso da 10€, mio prezzo di carico, a 7.5€ e prevedo che arrivi a 5€ prima di girare a rialzo, è meglio vendere in perdita a 7.5€ e ricomprare a 5€ che tenere i pezzi in portafoglio e comprarne altri a 5€, perchè sostanzialmente farò più profitto se evito di recuperare la perdita sui pezzi già in portafoglio (peraltro il recupero sarebbe percentualmente più grande della perdita sostenuta). Altro vantaggio è liberare il capitale per altre operazioni.

Gli svantaggi, al tempo stesso, posso essere numerosi: la "beffa" è il più classico, ossia si passa in stop loss e subito dopo si vede il titolo apprezzato, magari consistentemente ed in tempi rapidi. Questo proprio perchè, in molti casi, l'operatività delle persone è simile ed il mercato viene manipolato su determinati livelli di stop, dove i broker vanno in ricopertura short proprio prendendo i pezzi da chi li mette in vendita "disperato". Altri svantaggi possono essere l'aumento del costo delle commissioni, in funzione del proprio profilo commissionale, spesso se gli investimenti sono bassi o se le commissioni sono elevate (es su mercati esteri). E' chiaro inoltre che se non si ha fortuna qualsiasi cosa si faccia si può sbagliare. In questo senso lo stop loss deve configurarsi come ultima spiaggia su uno scenario tecnico irrimediabile, giammai impostato su livelli di tipo capitale, perchè il mercato non è fatto per essere analizzato e gestito con la tolleranza di una perdita capitale, ma sempre di tipo tecnico/analitico. Il classico esempio è quello del movimento intraday dell'indice a colpire stop loss di trader sul future, che dopo 100-300 punti di indice di movimento iniziano a soffrire e mollano un'operazione se non sono più che certi di quello che stanno sostenendo. Quindi lo stop loss sia sempre di tipo tecnico, come primo modo per evitare le beffe...

Mediare

Lo media è quell'acquisto ulteriore di un prodotto finanziario in perdita, finalizzato ad abbassare il prezzo di carico e poter chiudere con un danno minore (od addirittura in profitto) a seguito di un eventuale rimbalzo. Questa prassi è tipica dei principianti, qualora imposta in modo reattivo, frutto di un comportamento di dissonanza cognitiva od ostinazione, senza aver elaborato una strategia precisa che contemplasse lo scenario di passaggio in perdita. L'esperienza dimostra che nei casi non razionali come questo, l'operazione di media peggiora quasi sempre la situazione, soprattutto quando ci si accanisce contro il trend, ad esempio in trend negativo se si è long, visto che un trend per definizione continua e quindi è molto probabile che continui ancora a danno del tentativo di rimedio. Non si tratta di sfortuna, se appunto si interviene alla perdita di un livello tecnico importante, andando a fomentare uno scenario di rovina piuttosto che di "normale" sconfitta in un'operazione di trading. La rovina non è sfortuna ma frutto delle proprie mani. Inoltre, come ulteriori svantaggi, si citano anche il potenziale sbilanciamento del portafoglio, l'impegno del capitale (vale la regola che "cash is king"), l'aumento del profilo di rischio per mancata distribuzione, ed il fatto matematico citato precedentemente come vantaggio nel caso di stop loss e riacquisto successivo. Sono tutte valutazioni corrette ma se e soltanto se la prospettiva sul titolo/prodotto finanziaria rimane incerta o peggio contro la propria posizione. Questa è l'analisi principale da svolgere per capire se sia sbagliato mediare.

Di contro il vantaggio, soprattutto quando il profilo operativo prevede tanti acquisti e vendite, è quello di evitare l'aumento di inutili costi commissionali soprattutto in una fase di volatilità del mercato. Altro vantaggio è che si tengono in portafoglio delle minusvalenze che in alcuni casi aiutano a non pagare tasse sulle plusvalenze virtuali (normativa italiana), anche se il passaggio in stop loss genera comunque una minusvalenza che verrà compensata da operazioni di trading in profitto. Il vantaggio apparentemente migliore risiede nel gradimento che si ha in caso di successo dell'operazione, a causa dell'indole umana che non accetta le perdite e che quindi rafforza, erroneamente, l'autostima. L'approccio della media è invece totalmente corretto se si è attuata una strategia a priori che contempla nuovi acquisti, come un PAC, esente stop loss, che preveda successivi acquisti, magari di tipo piramidale. E' il risultato di una grande occasione sul mercato, coerente con il proprio profilo di rischio e con la strategia di portafoglio. Se ad esempio mi inserisco in un trend ribassista dell'oro, che non conosce il concetto di fallimento, ed arriva nei pressi dei prezzi di estrazione del metallo, allora forse la media si configura più come investimento che come mera operazione di gestione di una posizione. Spero sia chiaro che commodity e value investing non dovrebbero conoscere il termine stop loss. Nel mio testo Trading Ways descrivo una strategia "esente stop loss" sui mercati finanziari, nata come frutto degli svantaggi dello stop loss ed approccio "conveniente" di tipo piramidale al mercato. La strategia opera long su un prodotto finanziario senza mai applicare la prassi dello stop loss e prevedendo invece accumuli successivi, a determinate condizioni operative e di prodotto finanziario. Questa strategia si addice meglio a scenari di trading long su mercato bull (presunto bull market).

Non fare nulla

Se non chiudo la posizione e non medio allora significa che non sto facendo nulla. Si distinguono due casi: sto aspettando un momento propizio per un segnale tecnico che porterà il mercato in linea alla mia posizione e quindi poi valuterò un nuovo ingresso sul titolo; questo caso è positivo, nel senso che sto puntando la preda in attesa di colpire, tecnicamente mediando, in armonia alla mia posizione di portafoglio, strategia sul mercato e prospettiva evolutiva (trend futuro in linea alla posizione). Un secondo caso, non affatto positivo, è quello della "remissione" (anche se qualche volta far finta di non vedere può aiutare, quando si è fortunati), in quanto la gestione di una posizione dovrebbe far parte di un piano di trading e quindi essere gestita e regolata a priori, od anche reattivamente su un evento non pronosticabile (es atto terroristico, disastro naturale ecc..), e quindi si tratta ancora una volta di una forma di autodifesa alla sofferenza causata dalla perdita registrata formalmente con lo stop loss. Non fare nulla in questi casi rinvia un problema che probabilmente porterà ad uno scenario peggiore, tipo quello di vedere posizioni a -50% dal PMC, non mediate, che richiedono un +100% per tornare in pareggio, e che inficiano la resa del portafoglio e tolgono capitale per operazioni diverse.

Sintesi

In sintesi è mandatorio lo stop loss su posizioni con certe tipologie di prodotti e rimane conveniente quando viene superato un livello tecnico, e non capitale, che segna una prospettiva di ulteriorie perdita. Anche se successivamente si interverrà in acquisto è preferibile chiudere e ricomprare la posizione in un momento in cui il mercato dovrebbe andare nel verso ipotizzato. Occorre però evitare le beffe che spesso si manifestano proprio quando si è superato il limite del livello di sopportazione. Se invece si sta attuando un PAC od una strategia di acquisti successivi, magari di tipo piramidale, ad esempio su commodity o su titoli value investing, la gestione di un'operazione in perdita dovrebbe addirittura essere regolata forzatamente da acquisti successivi, quindi formalmente in media, in quanto non fare nulla peggiorerà il risultato operativo complessivo e non elimina il problema che, oltre certi limiti, difficilmente potrà essere risolto.


Italia, Novembre 2015
Fabio Longo

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