L'Immancabile Sorpresa dei Mercati
Succede sistematicamente che i mercati finanziari ed in particolar modo
quelli azionari regalino una immancabile sorpresa, talvolta positiva ma molto
spesso negativa.
Le dinamiche degli strumenti finanziari seguono un andamento più o meno
prevedibile da teorie analitiche basate su strumenti di natura diversa, che
siano candlestick, analisi grafica, algoritmica, Elliott-wave, Gann e
qualsivoglia strumento/metodo di previsione degli andamenti futuri sulla base di
quanto successo precedentemente. Gli analisti più bravi riescono forse a
prevedere in largo anticipo certi corsi, quelli meno bravi solo quando i segnali
diventano palesi. E molto spesso succede che tali previsioni portano tutte ad
uno stesso forecast: sembra quasi di leggere il futuro e quindi di eseguire
una previsione che sia affidabile quasi al 100%.
Ma sistematicamente, in questi casi, quel grado intrinseco di incertezza
viene smentito da alcuni eventi, che peraltro si manifestano sempre nei momenti
"peggiori", peggiori nei termini che quando sono in molti ad aver "scommesso
pesantemente" su una determinata evoluzione allora questa immancabile sorpresa
si manifesta.
Quanto successo in data 21 Gennaio 2008 sui mercati mondiali, ovvero il crash
paragonabile agli eventi del 11 Settembre 2001, è un chiaro esempio. Nelle prime
sedute del 2008 il nostro indice SPMIB aveva registrato dei minimi in area 37.1K
ed i vari strumenti o tecniche analitiche indicavano area 35K come possibile
target di movimenti ribassisti che potessero aver origine a seguito delle
notizie relative alla crisi sui mutui subprime od anche degli scenari di
recessione USA. C'è stato appunto questo forte ritracciamento di circa 2000
punti, ma proprio quando si pensava che il movimento correttivo fosse finito o
comunque quasi al termine ecco l'immancabile sopresa che ha visto perdere
altri 4000 punti circa di indice in 2-3 giorni, cosa del tutto inaspettata come
dinamica anche considerando che l'indice era riuscito a salire in media di 6000
punti all'anno a partire dal 2003. In 15 giorni si è distrutto quello che si era
riusciti a creare in 1 anno. Bella sorpresa.
Dove ricercare un giustificazione a queste dinamiche ?
- La legge di Murphy che sostazialmente afferma che "se
qualcosa può andare storto lo farà" può dare una chiave di lettura o
quantomeno un percorso di ricerca.
- I modelli dei mercati finanziari caotici/frattali (si veda
questa breve introduzione
FMH) possono spiegare queste dinamiche con la semplice osservazione che in
un mercato dominato dalla liquidità se manca la parte acquirente (denaro) la
parte venditrice (lettera) pur di uscire da una posizione può essere disposta
a vendere al meglio. E quando non c'è chi è disposto a comprare in una
prospettiva di lungo termine, ovvero quando sono tutti da una parte del
mercato (sell o short o acquirenti di breve) si generano i crash.
- Infine modelli di carattere Psicologia del Trading possono
spiegare i fenomeni di panic selling e le loro accelarazioni che durano da
qualche minuto a qualche ora sul singolo individuo, e sulla massa possono
innestarsi in dinamiche di più lungo periodo in ragione della capacità di
sopportazione dei singoli individui che si cumulano e si influenzano tra loro.
- Valutazioni sui fondamentali quali P/E o forward P/E che
vengono riviste dalla comunità finanziaria solo quando ci sono determinate
novià che lasciano stimare gli "E" largamente sotto le peggiori stime già
scontate dal mercato
- Ma forse, anche se queste sono tutte spiegazioni corrette, la realtà è
molto più semplice e dura, e si fonda sulla "teoria" che le dinamcihe dei
mercati/azioni vengono definite da un gruppo organizzato di "mani forti"
coloro che sono in grado di muovere giganteschi capitali economici. Codesti
network finanziari sono in grado di generare le soprese quando e come
vogliono in funzione del fatto che debbono avere sempre una posizione
privilegiata sugli strumenti rispetto alla media degl investitori/mercato e
quindi riescono a spostare le quotazioni sempre più in basso in modo che essi
hanno sempre un enorme vantaggio sul mercato. Quando il mercato in media
tornerà in parità essi avranno realizzato un guadagno gigantesco. Così è
sempre stato.
Tutto ciò vale anche per il caso opposto, ovvero sorprese positive, anche se
con una frequenza minore. Sorprendono talvolta acquisti ed esplosioni al rialzo
su strumenti che fino a prima erano considerati Junk. Anche qui valgono medesime
considerazioni, unite spesso al concetto di Bull Trap.
Come difendersi o prendere vantaggio da questi concetti ?
Innazitutto bisogna essere sempre pronti. E' facile poi operare come
segue:
- Per difendersi basta eseguire un'operazione di hedging
nel momento in cui si assume una posizione rischiosa su specifici strumenti,
in funzione del proprio capitale, propensione al rischio, ritorno
dell'operazione ecc... Ad esempio se si comprano 10K di ETF su un indice
basterà comprare una PUT sullo stesso indice con qualche centinaia di euro, se
l'ETF crolla si mantiene in posizione con ritorno a più termine e con
successiva media, e nel frattempo si prende beneficio dalla PUT. Questa è una
possibile tecnica.
- Per prendere vantaggio/profitto da questa immancabile sorpresa
basta rimanere guardare in quei momenti chiave ed osare solo quando il mercato
non ci crede più. E' un po il concetto indicato in questo vecchio documento (Basta
!) che probabilmente ci rende confidenti di essere dalla parte giusta
nel momento giusto.
Roma, Gennaio 2008 - Fabio Longo
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