Giovedi 13/12/2018 ore 10:44:05 Disclaimer

Il Guadagno Facile con i Certificati a Leva Fissa 7 Daily

In questo articolo: l'uso dei certificati a leva fissa 7 daily del comparto SeDex; cosa sapere e cosa considerare nelle proprie scelte di trading prima di credere in un guadagno facile. Sono trattati aspetti psicologici e best-practice guadagnate sul campo.

INDICE CORSO DI BORSA     TRADING WAYS

 

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In alcuni articoli della sezione 2 del corso sono già stati introdotti i prodotti finanziari levearge certificate del comparto SeDex e fra questi i certificati a leva fissa daily, articoli a cui rimando preliminarmente alla lettura di questo breve articolo a chi non conoscesse già questi prodotti. Fra questi articoli vale la pena leggere:

  • Performance di Prodotti a Leva Fissa Daily, che espone alcune caratteristiche macro di questi prodotti;
  • Prodotti Finanziari a Leva, che introduce i prodotti finanziari a leva (leveraged) disponibili sul mercato telematico italiano (MTA);
  • altri articoli sempre della sezione 2 che trattano di prodotti derivati della famiglia CW e Certificate del comparto SeDeX.
Questo articolo vuole sintetizzare cosa considerare nelle proprie strategie di trading con questi certificati con l'idea di informare i più audaci, o forse i più inconscienti, di alcune circostanze che intervengono quando si usano questi prodotti. In effetti la prima impressione che si ha, quando si conoscono questi certificati (a leva 3, 5 o 7), è che siano una svolta "epocale", un prodotto indispensabile per speculare, quello che di più bello possa esistere per fare trading. Ma non è proprio così.

Come premessa in passato come prodotti derivati esistevano solo i Future, ossia prodotti derivati che sono un vero e proprio contratto con il mercato (es 5€ a punto per contratto FIB ed 1 euro per Mini-FIB). Questi strumenti esistono ancora e sono di tipo professionale, nel senso che innanzitutto richiedono una esplicita abilitazione all'uso e poi possono comportare perdite illimitate considerando che, avendo sottoscritto un contratto, in caso di andamenti contro il proprio contratto (acquistato, ossia posizionamento long, oppure venduto, ossia posizionamento short), si è costretti a corrispondere somme notevoli. Ad esempio sbagliare un trade sul FIB e andare sotto di 1.000 punti con un contratto long significa dover corrispondere 5000€ alla borsa, farlo con 10 contratti significa dover corrispondere ben 50K€. Per l'indice FTSE/MIB che vale 20.000 punti, 1.000 punti di movimento significano solo il 5% di variazione; si capisce come per variazioni superiori si possa perdere addirittura oltre il capitale disponibile, anche se poi intervengono meccanismi di chiusura automatica della posizione da parte della propria SIM (superamento marginazione). Dopo i derivati future, nacquero prodotti meno professionali come i certificati mini-future di ABN Amro (poi divenuti RBS e quindi BNP), che non avevano lo svantaggio di creare potenziali perdite illimitate ma "solo" la perdita totale se il sottostante (indice) toccasse una barriera (lo strike). Una delle negatività di questi prodotti era/é l'elevato spread (circa 100 punti di indice) ma soprattutto il fatto che, toccato il sottostante, il prodotto veniva/viene estinto impedendo un recupero sulla posizione, per un sottostante che riprende a muoversi nella direzione del certificato. Un esempio non banale è quello del marzo 2009 quando lo S&PMIB fece il minimo storico in area 12.000 prima di ripartire, bruciando tutti i certificati long e senza avere la disponibilità di nuovi certificati da poter cavalcare per recuperare perdite o fare profitti... cosa che si commenta da sola e che dovrebbe ricordare che comprare il sottostante è sempre una buona regola.

Da qualche anno sono stati immessi su MTA i certificati a leva fissa daily, long o short sull'indice, inizialmente a leva 3 e 5 e poi anche a leva 7. Fra gli emittenti ci sono Societe Generale, BNP Paribas e Unicredit, di cui Soc Gen appare migliore fra quelli esistenti in termini di caratteristiche di fair-value e presenza sul book, soprattutto nelle fasi critiche o decisive dove questi prodotti spesso vengono sospesi (per spread). Questi prodotti hanno attirato molti "presunti trader" poichè non hanno gli svantaggi su indicati sia dei future e dei meno professionali certificati a strike (mini-Future RBS o certificati turbo BNP). In effetti, prendendo ad esempio il certificato long a leva fissa 7 di SG (ISIN DE000SG409M1, Codice SMIB7L), l'aumento dei controvalori dalla sua emissione è stato continuo. Nel Gennaio 2014, dopo la sua emissione, in una settimana scambiò 44 milioni di controvalore (circa 93 euro per 476K contratti), oggi si viaggia a media di 90M€ di controvalore con punte anche di oltre 100M€ per settimana. Questo trend di crescita continua è testimonianza di un interesse sempre più diffuso, probabilmente per usi speculativi di trading piuttosto che come hedging (copertura) di portafoglio long (es uso dello short x7 per proteggere un portafoglio long) visto che il controvalore dei prodotti long e short è generalmente paragonabile. Motivo di questo interesse è probabilmente l'idea che si possa fare un guadagno facile, con considerazioni tipo "se l'indice oggi fa +2% io faccio il 14%" oppure "se l'indice in una settimana fa +5% io ci faccio il 35%" o meglio ancora "se l'indice in un mese fa +10% io ci guadagno il 70%".

Andamento indice FTSEMIB e certificato a leva 7 L'idea è sicuramente valida ma la realtà spesso disattende le proprie ambizioni. Occorre prestare massima attenzione a questi prodotti che sono estremamente pericolosi perchè se le cose non vanno come previsto la perdita diventa pressochè totale al pari di un certificato a strike e potenzialmente superiore a quella di un derivato future, che applica "Stop Loss d'ufficio". Nell'esempio qui di sotto è ricostruito lo scenario del FTSE/MIB e del certificato long x7 di SG nel periodo di Ottobre, in cui l'indice da sopra 20600 punti è sceso complessivamente, in 27 sedute, dell'11% a quota 18300. Il certificato SG x7, che valeva circa 62€, si è deprezzato fino a 23 circa, ossia una perdita non del 77% (11x7) ma "solo" del 62% per via dell'aspetto matematico della leva composta (il prodotto ha leva daily). Si capisce quindi che per un 10% di movimento dell'indice contrario al verso del certificato la perdita è pressochè totale, ben superiore addirittura a quella fatta con un contratto derivato laddove l'investito superi determinate soglie (tipo 15K€ per valori dell'indice in area 20.000). Quindi attenzione a perdite enormi in pochi giorni. Detto questo, quali sono le circostanze da considerare quando si vogliono utilizzare questi prodotti ? In sintesi gli aspetti salienti sono i seguenti:

  • uso ed approccio da Trading di breve periodo;
  • gestione dell'impatto psicologico (ed addirittura psico-fisico);
  • rigoroso money management.

Per quanto concerne il primo punto non ha senso utilizzare questi prodotti per operatività da cassettista, a meno che non si stia parlando di un hedging di portafoglio o di altre circostanze speciali in cui questi prodotti vengono spizzicati a determinate quote di un determinato trading range. In linea di massima i motivi che impediscono l'uso in forma di accumulo è il fatto che per un ritorno del sottostante ai prezzi origine il prodotto non prezza lo stesso (cfr. articoli su indicati) ed inoltre la moltiplicazione di una leva così elevata ne amplifica consistentemente tutte le problematiche. Non ha infine molto senso accumulare qualcosa che nel giro di 20 giorni può perdere il 70%. L'uso corretto può essere solo essere quello da trading, ossia ingresso eseguito al giusto momento e cavalcato mandatoriamente con stop loss corti (per non fallire in modo irreversibile) e con rigorosa politica take profit (per non rimanere a mani vuote), fermo restando quanto viene indicato in seguito. In genere uno scenario di trading su questi prodotti va gestito con stop loss (tecnico o di capitale) anche a costo di riaprire la posizione a prezzi maggiori di quanto si erano chiusi in precedenza, ossia il forecast e la disciplina da stop devono essere forti. Se si deroga dalla regola dello stop sono guai; talvolta si pensa di farla franca pensando di cogliere un rimbalzo dell'indice che possa essere usato per mediare una posizione in perdita; diverse persone hanno peggiorato la propria posizione per non applicare uno stop loss, pensando di aver raggiunto il bottom e dimenticando che si può andare di male in peggio. L'aspetto di forecast del mercato (dell'indice) nel breve periodo è in questo caso più importante che mai, ed infatti molti dei soggetti nazionali, che fanno conferenze ed eventi di trading millantando di saper cogliere esattamente i minimi ed i massimi del mercato, si guardano bene da utilizzare questi prodotti perchè in effetti non sono assolutamente in grado di prevedere l'andamento del mercato nel breve periodo (non vivono di trade ma di corsi, conferenze ed eventi di trading, e nel caso migliore di cedole BTP acquistati con i soldi della gente che gli va dietro). Tecniche di trading su short-coverage, strappa-long, fagocitamento di candle di sforamento delle BB orarie od a 15 minuti, livelli esoterici e numerologici, timing del mercato sono ad oggi i mezzi analitici migliori per analizzare e quindi tentare di prevedere l'andamento del mercato nel breve periodo, quindi per stabilire un'operatività sul mercato, come da nostra best-practice.

Il secondo punto, l'impatto piscologico, è rilevante e va considerato. L'ingresso su un certificato a leva 7 provoca sempre preoccupazioni, tensione ed ansia come giusto che sia per una persona con la testa sulle spalle. Nei casi di esito negativo posso testimoniare esperienze devastanti nella psicologia del trader, anche di persone con forte personalità, competenza e profilo audace, che vengono prima violentati dal dolore della perdita per poi cadere, in molti casi, in un atteggiamento di dissonanza cognitiva e di ricerca di un trade di vendetta. Questa dinamica viene tanto più aumentata quanto la forte è la perdita e quindi il dolore. Di contro riuscire nella scommessa può generare, nei meno maturi o nei meno esperti, quel senso di forza e di superiorità che alla fine produce un atteggiamento parimenti negativo in quanto si tende a sottovalutare il rischio del prodotto. Anche in questo caso le dinamiche psico-fisiche vengono aumentate dal profitto assoluto.

Infine l'aspetto di un corretto money management è sicuramente una soluzione per non cadere nelle potenzialità dei due punti precedenti. Ritengo assurdo che si investano 40-50K€ su un prodotto del genere, qualsiasi possa essere la propria posizione economica. Assumo che, a rigor di logica, a tutti sia consentito perdere quanto si è disposti a perdere. In funzione della propria finanza, questa perdita può essere di 100€, 1.000€ o 10.000€, ma non credo che nessuno possa aver tanto capitale da permettersi di gettare al vento 50K€ o magari il 90% di quel valore (in effetti non si perde mai tutto). Senza voler entrare in valutazioni di assett allocation di portafoglio, quando si compra un certificato per una somma che si è pronti a perdere (proprio come fosse una scommesa tipo testa o croce) non si cade mai nella problematica del punto 1 e 2 indicati sopra. Uno dei segreti è quindi quello di essere "modesti" nell'investito sul certificato, anche se devo dire che ho conosciuto soggetti che hanno messo anche fino a 100K€ su un certificato a leva 7, quindi ogni +1% dell'indice si sono portati a casa 7.000€... Sono riusciti in quell'idea ma non è stato affatto un trade facile: hanno atteso per mesi uno scenario favorevole, quando sono entrati hanno perso il sonno, hanno sofferto quando in apertura il mercato scendeva ed il Market Maker era assente (prodotto sospeso), hanno pregato perchè le cose andassero nel verso previsto, proprio perchè si sono giocati tutto, derogando da questa terza regola.

In conclusione non c'è nessun trade facile con i certificati a leva 7 a meno che non si abbia un trading system praticamente perfetto nel breve periodo. In questo caso sarebbe effettivamente un trade facile, ma rimane da capire quanto possa essere affidabile il trading system giorno dopo giorno, accettando quindi che ci siano giornate in cui il sistema non dia indicazioni attendibili o magari le dia fortemente attendibili solo raramente (es una volta ogni trimestre). Le 3 indicazioni date sopra (approccio da trading, comprensione e gestione del proprio stato psicologico, e corretto money management) non sono regole d'oro ma solo best-practice frutto dell'esperienza di alcuni in questi primi anni di vita dei prodotti; credo che non possano essere sufficienti a garantire un successo facile, perchè non c'è trade che si possa fare senza rischiare e combattere una battaglia: la borsa oggi vive soprattutto di rapina dei capitali in ingresso, fra cui quelli sul derivato e sui prodotti a leva 7.


Roma, dicembre 2014
Fabio Longo

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