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Fabio Longo

Si riporta qui di seguito la versione originale della presentazione di Fabio Longo, ideatore del sito nel lontano 2004.

Fabio Longo nella storica casa di Roma Una presentazione di Fabio Longo non poteva mancare. Voglio farlo in modo semplice e discorsivo, evitando titoli e fregi che spesso servono solo a riempire un grande vuoto esistenziale.

Sono nato a Roma nell'estate del 1969, secondo figlio maschio di una normalissima famiglia di Roma. Ho avuto una infanzia molto felice, circondato da altri bambini, da musica, da mare o da spazi verdi. La mia infanzia fu veramente fantastica rispetto a quella dei nostri padri, ed anche di ciò che vivono i bambini di oggi. Chi c'era si ricorderà che furono gli anni del boom economico, vissuti nella coda delle spinte culturali del '68.

Ho studiato ad un Liceo Scientifico Statale di Roma, l'Archimede, noto perchè scuola di Valerio Verbano, combattente comunista ucciso alcuni anni prima dal fronte negli anni di piombo. Del liceo ho un ricordo molto positivo, soprattutto per la libertà e per l'impronta intellettuale che il personale docente ha cercato di imprimere agli studenti, bombardati dal mito di Rambo e del denaro. Belle davvero le lezioni di filosofia, fra cui ricodo nitidamente Hegel per i concetti di "contraddizione e movimento". Sono stato un ragazzo dell'Archimede, anche dopo aver finito gli studi. Furono anni bellissimi con macchine, moto, donne, partite di pallone, mare e spiagge ed altro.

In gioventù ho praticato molto sport, iniziando da nuoto e penthatlon moderno, poi focalizzando atletica leggera (100 e 200 m) e calcio. Ero un ottimo giocatore di calcio, dotato di dribbling, tiro forte e preciso. Non so perchè non sia stato mai avvicinato da un grande team, tipo la Roma. Sarei potuto riuscire... Ero anche un buon velocista (10.90 sui 100 metri piani) ma in questo caso non avrei mai fatto sotto i 10, magari 10.5 nell'apice della prestazione e quindi sostanzialmente non sarei stato nessuno. Lo sport ha formato il mio carattere soprattutto per le difficoltà riscontrate nel penthatlon moderno, dove da velocista ho passato un vero e proprio "Vietnam". Ho abbandonato lo sport per la grande passione per la musica Jazz, tanto che come sassofonista tenore e soprano vinsi nel 1996 un premio Be-Pop per musicisti emergenti come miglior solista dell'evento. Nel corso degli anni mi sono allontanto dall'ambito professionale della musica, un po per la "camorra" che invade il mercato musicale jazz italiano, un po perchè le necessità economiche hanno avuto priorità più elevata, un po anche perchè non ero sicuramente "un gigante". E' evidente infatti che quello che io dovevo imparare con grande impegno un musicista nato, appunto, non deve nemmemo impararlo... lui vola senza studiare. Mi piace ricordarmelo per essere sereno. Apro una riflesione: amo la musica perchè è una manifestazione di Dio, a differenza di John Coltrane, mio grande padre, che la usava per parlare con Dio e per rendergli omaggio. Proprio John Coltrane ha rappresentato una prima milestone della mia vita, avendo studiato per circa 5 anni l'improvvisazione modale in Impression e quella del ciclo delle III minori contenuta in Giant Steps. Sono stati anni belli, fra i più belli della vita, per intensità, emozioni, amicizie.

Mi sono laureato in Matematica all'Unversità di Roma "La Sapienza", nel 1994, con specializzazione in matematica applicata, con voto di 109/110 e con una tesi valutata 10/10 (Uso di Modelli di Regressione Lineare nella Fisica Solare). Quando ho terminato ero un "piccolo scienziato", a dire il vero senza averlo mai desiderato troppo. Lo studio era come se fosse un lavoro, un bellissimo lavoro visto che la matematica era bellissima, infinitamente più grande dell'uomo. Provai anche a dare seguito agli studi, con l'ENEA "La Casaccia" purtroppo senza successo: era un ambiente fortemente catto-comunista con tutto quello che significa. Successivamente ho speso l'anno di militare come sottotenente del Corpo Tecnico dell'Esercito Italiano. Ai miei tempi si faceva il militare e fui bravo a vincere l'unico posto previsto per matematici, senza nessun tipo di aiuto. Poi abbandonai ben presto l'idea di seguire il percoso Universitario, sia per la poca meritocraticità dei concorsi di ricercatore, sia perchè il "milione e cento" della borsa di studio non sarebbe stato sufficiente a vivere dignitosamente, senza soluzioni alternative. L'Università è comunque un'altra vera pietra miliare della mia vita culturale, civile e spirituale; il ricordo è di grande serietà, nel più bel contesto intellettuale italiano: "La Sapienza". Poi venne il mondo del lavoro.

Con grande entusiasmo iniziai a lavorare con un piccola società del settore IT ed anche io, come molti, feci diversi spostamenti nel mondo del lavoro prima di arrivare in un contesto lavorativo di rilievo. Feci passaggi positivi, come avverare il sogno della Digital Equipment Corporation, che mi portò in lacrime di gioia; feci anche esperenienze decisamente negative, con società straniere (americane) che aprivano qui in Italia nel boom della new-economy, sostanzialmente banditi e pulciari a stampo internazionale; purtroppo ce ne sono dapertutto, pure peggio degli "Itagliani". Adesso sono oltre 14 anni che lavoro con una multinazionale americana leader nel settore del IT e francamente cambiare sarebbe dedicarsi alla borsa full-time, a meno di opportunità molto rare nel contesto lavorativo Italiano. Ad oggi questo lavoro infatti mi vede soggetto attivo, posso ancora esprimere una certa creatività, posso pensare e costruire, conoscendo sempre qualcosa di nuovo. Tuttosommato, ai giorni d'oggi, è una rarità.

Che cosa farò da grande ? Da dopo i 40 anni anni si è riaccentuata una passione, quella del mare e con questo la pesca (SUB). I motivi sono tanti: un pò perchè sono appassionato di pesce, un pò perchè l'immersione è cosa fantastica (per silenzio e panorama) e fa bene allo spirito (togliendo pure lo stress), un pò perchè così non fumo e in più dimagrisco, un pò perchè la caccia fa parte dell'essere "uomo". Come amante degli animali, e della natura in genere, stento a non farmi un problema etico, ma in fondo anche Gesù moltiplicò i pesci per sfamare il popolo. Detesto tuttavia chi offende il mare e professo sempre di essere giusti con la natura. Ecco, sì, da grande andrò a pesca.

Fabio Longo

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