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Una presentazione di Fabio Longo non poteva mancare.Voglio farlo in modo simpatico evitando quei titoli da "new-economy" che molto spesso servono solo a riempire un agghiacciante vuoto esistenziale.

Sono nato a Roma nell'estate del 1969, secondo figlio maschio di una normalissima famiglia di Roma. Ho avuto una infanzia molto felice, circondato da altri bambini, da musica e da spazi verdi.  La mia infanzia fu veramente fantastica rispetto a quella dei nostri padri ed anche di ciò che vivono i bambini di oggi. Furono gli anni del boom economico, vissuti nella coda delle spinte culturali del 68.

Ho studiato ad un Liceo Scientifico Statale di Roma, l'Archimede, noto perchè scuola di Valerio Verbano, combattente comunista ucciso dal fronte di destra durante gli anni di piombo alcuni anni prima. Del liceo ho un ricordo bello e molto positivo, soprattutto per la libertà e per l'impronta culturale ed intellettuale che il personale docente ha cercato di imprimere agli studenti. Belle le lezioni di filosofia fra cui ricodo nitidamente Hegel per i concetti di "contraddizione e movimento".

In adolescenza ho praticato molto sport, iniziando da nuoto e penthatlon moderno, poi atletica leggera (100 e 200 m) e calcio. In due parole ero un ottimo giocatore di calcio ed un buon velocista (10.90 sui 100 metri piani ). Lo sport ha formato il mio carattere soprattutto per le difficoltà riscontrate nel "Vietnam" del penthatlon moderno, dove non ottenevo risultati perchè dotato di fibra muscolare da velocista anzichè da fondista. Ho abbandonato lo sport per la grande passione per la musica Jazz, tanto che come sassofonista tenore e soprano vinsi nel 1996 un premio Be-Pop per musicisti emergenti come miglior solista dell'evento. Nel corso degli anni mi sono allontanto dall'ambito professionale della musica, un po per la "camorra" che invade il mercato musicale jazz italiano (peraltro per ingaggi miseri e platee di decine di persone), un po perchè le necessità economiche hanno avuto priorità più elevata, un po anche perchè non ero sicuramente "un gigante". E' evidente che quello che io dovevo imparare un musicista nato appunto non deve nemmemo impararlo. Amo la musica perchè è una manifestazione di Dio, a differenza di John Coltrane, mio grande padre, che la usa per parlare con Dio e per rendergli omaggio. E proprio John Coltrane ha rappresentato una milestone della mia vita, avendo studiato per circa 5 anni l'improvvisazione modale in Impression e quella del ciclo delle III minori contenuta in Giant Steps. Sono stati anni dove ho veramente raggiunto il contatto con Dio.

Mi sono laureato in Matematica all'Unversità di Roma "La Sapienza", nel 1994, con specializzazione in matematica applicata. Mi laureai con voto di 109/110 con una tesi (Uso di Modelli di Regressione Lineare nella fisica solare) valutata 10/10. Provai a dare seguito a questi studi con l'ENEA "La Casaccia",  ma senza successo. Era un ambiente fortemente catto-comunista, dove la parola lavoro rappresentava una offesa, almeno a quei tempi. Poi ho speso l'anno di militare come sottotenente del Corpo Tecnico dell'Esercito Italiano. Ai miei tempi si faceva il militare e devo dire fui bravo a vincere l'unico posto per matematici senza nessun tipo di raccomandazione. Dopo abbandonai ben presto l'idea di seguire il percoso universitario, sia per la poca meritocraticità dei concorsi di ricercatore, sia perchè il "milione e cento" della borsa di studio non sarebbe stato sufficiente a vivere dignitosamente, senza soluzioni alternative. L'Università è comunque la prima vera pietra miliare della mia vita culturale, civile, spirituale; il ricordo è di grande serietà in un ambiente decisamente intellettuale. Fu l'ultimo contatto con il mondo dei sogni.

Dopo diversi spostamenti sfortunati e dolorosi nel mondo del lavoro, ormai sono tanti anni che lavoro con una multinazionale americana leader nel settore del IT. E' una grandissima azienda per l'etica e per le persone che ne fanno parte, almeno a raffronto con l'orrore del mondo del lavoro italiano, se così si può definirlo, lavoro. Credo che non esista azienda migliore in cui lavorare, almeno fino ad oggi. Questa è l'America che amo intensamente anche io, l'America YEAH l'America della libertà e della meritocrazia.

I miei 40 anni segnano la convizione di cosa farò nel futuro, o meglio di cosa mi piacerebbe fare. Il vero traguardo è non combattere più per dover lavorare: il trading è probabilmente la strada giusta, ma solo se potrò permettermi di farlo serenamente, in un attico vista mare, con una rendita garantita, con mio figlio già ben avviato nel proprio futuro professionale.

www.fabiolongo.com